Die Hard – Un buon giorno per morire (2013)

forse era anche un buon giorno per non guardarlo. bruce willis si starà rivoltando nella jacuzzi. voto 2

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Behind the Candelabra

il solito misterioso soderbergh è decisamente affamato di film e rischi: e forse mai come questa volta ha affrontato un film così rischioso. è la storia del pianista e showman Liberace. gli ingredienti per fallire c’erano tutti: kitsch, storia d’amore gay, droga, alto rischio di stereotipi (tipici del biopic e dei film sui gay) e vaccate di vario genere. ma incredibilmente è riuscito a evitare tutto questo con un film toccante, diretto, che parla sia di lustrini che di inculate e cuori infranti, in modo elegante e senza filtro, interpretato magnificamente da matt damon e – soprattutto – michael douglas, forse nella sua interpretazione migliore di sempre. teoricamente è un film tv prodotto da hbo, ma ormai è ufficiale che la tv e il cinema sono la stessa cosa. quello che continua a sorprendere di soderbergh è che nonostante i grandi film, le grandi star ecc. resta comunque un geniale artigiano, uno che, non potendo far decollare veramente un aereo, usa un trucchetto per dare l’impressione che l’aereo voli. e l’aereo vola. notevole anche la sceneggiatura di richard lagravenese, sceneggiatore de la leggenda del re pescatore. voto 8

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Dark Skies

casa infestata dai grigi. in pratica paranormal activity in versione aliena, un po’ insidious, molto poltergeist. niente di nuovo? no, assolutamente. ma ben fatto. pochi effetti speciali, molta tensione, un finale ben costruito e originale (a differenza dei personaggi, tutti abbastanza stereotipati, o archetipici se preferite). voto 6

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Iron Man 3 (2013)

incredibile: non mi è dispiaciuto. voto 6

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Buffalo ’66 (1998)

miracolosa opera prima, tra dramma, commedia e perfino musical, di quello strano, antipatico e talentuosissimo personaggio che è vincent gallo. si respira aria da film indipendente americano anni 70 (tipo cassavetes) ma con uno stile originale, malinconico, credibile e toccante. ben scritto, ben diretto, ben fotografato e perfino ben musicato (sempre da gallo). attori tutti bravi, un vero gioiello. voto 8,5

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Das Schloß (1997)

film tv di haneke tratto dal castello di kafka. più che tratto è proprio il castello di kafka sullo schermo. in effetti c’erano due modi di rappresentarlo: tradirlo, reinventarlo, abbandonarsi al delirio, oppure – di fronte al capolavoro – inchinarsi e restargli fedele fino all’eccesso, e haneke ha scelto questa seconda via, compreso il celebre finale interrotto. voto 6,5


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Stoker (2013)

da uno script abbastanza qualunque chan-wook park tira fuori un sorprendente ed elegante thriller psicologico, rovesciamento dell’ombra del dubbio di hitchcock (c’è anche qua lo zio charlie). è il suo primo film americano e dunque ci si aspettava che, come molti altri registi orientali, il suo talento visionario venisse in qualche modo depotenziato. non è successo, anzi: ci sono decine di idee originali e di trovate bellissime, un montaggio magnifico soprattutto nella prima parte (la scena freezer-cabina telefonica – tra l’altro il montatore, un certo nicolas de toth, di solito si occupa di film d’azione), un modo stupendo di stare addosso alla protagonista e sfruttare abilmente i suoni per restituire la sensazione di percezione amplificata, il meccanismo della suspense che viene sfruttato più per le potenzialità estetiche che per quelle di tensione e atmosfera, attori totalmente in parte – sì, anche la kidman – e soprattutto la giovane protagonista che dà un vero senso alla parola perturbante. in alcuni siti ho letto che questo sarebbe un chan-wook park “diverso da old boy”, ma evidentemente si sono persi thirst e quell’adorabile delirio di i’m a cyborg, but that’s ok. comunque voto 8

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