Stoker (2013)

da uno script abbastanza qualunque chan-wook park tira fuori un sorprendente ed elegante thriller psicologico, rovesciamento dell’ombra del dubbio di hitchcock (c’è anche qua lo zio charlie). è il suo primo film americano e dunque ci si aspettava che, come molti altri registi orientali, il suo talento visionario venisse in qualche modo depotenziato. non è successo, anzi: ci sono decine di idee originali e di trovate bellissime, un montaggio magnifico soprattutto nella prima parte (la scena freezer-cabina telefonica – tra l’altro il montatore, un certo nicolas de toth, di solito si occupa di film d’azione), un modo stupendo di stare addosso alla protagonista e sfruttare abilmente i suoni per restituire la sensazione di percezione amplificata, il meccanismo della suspense che viene sfruttato più per le potenzialità estetiche che per quelle di tensione e atmosfera, attori totalmente in parte – sì, anche la kidman – e soprattutto la giovane protagonista che dà un vero senso alla parola perturbante. in alcuni siti ho letto che questo sarebbe un chan-wook park “diverso da old boy”, ma evidentemente si sono persi thirst e quell’adorabile delirio di i’m a cyborg, but that’s ok. comunque voto 8

IMDB

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